Autore: Daniele Crespi

Daniele Crespi (Busto Arsizio, 1598 – Milano, 19 luglio 1630) si formò alla scuola di pittura, istituita da Federico Borromeo alla Pinacoteca Ambrosiana, sull’esempio di Giovanni Battista Crespi e Giulio Cesare Procaccini, riuscendo a fondere gli elementi manieristici lombardi in una propria vigorosa personalità, alla quale non sono estranei alcuni elementi caravaggeschi. Uno dei suoi primi maestri fu Giuseppe Vermiglio. Le sue influenze artistiche furono anche il manierismo accademico di Camillo Procaccini, quello più sofferto di Cerano e il realismo di Andrea De Ferrari, del Morazzone, di Rubens, di Van Dick e dei pittori spagnoli come Zurbarán. E’ visto come il punto di cesura tra il manierismo Lombardo e il primo barocco, che si caratterizza per la chiarezza di forme e soggetti. In un certo modo uno stile influenzato dai Carracci, caratterizzato da un naturalismo che enfatizza l’umanità dei soggetti e la luce delle scene.
Attivissimo e con una vena costante, il pittore ci ha lasciato parecchie opere: gli affreschi nella Certosa di Garegnano (dove secondo una leggenda si era rifugiato, dopo aver ucciso un amico per ricostruire con naturalezza gli spasmi della morte di un uomo) che narrano la vita di San Brunone, ripetuta, insieme con la vita di Cristo, nella Certosa di Pavia. In detto ciclo, terminato nel 1629, apportò alcune novità nella lettura e nell’analisi del tema, come la definizione degli ambienti, gli scenari architettonici, e l’indagine psicologica dei personaggi.
In Santa Maria della Passione a Milano si trova il suo capolavoro, La cena di San Carlo Borromeo, eccezionale per la semplicità dei mezzi e la potenza di resa.
Fra le altre sue opere ricordiamo: pale d’altare in Sant’Eustorgio, San Vittore, San Protaso, Sant’Alessandro; il Cristo flagellato (collezione Crespi), il Cenacolo, la Madonna col Bambino e santi (Pinacoteca di Brera), tutte a Milano; la Pietà nel museo del Prado a Madrid. Nella sua breve vita fu principalmente attivo nella pittura di soggetti religiosi ma anche molto noto come sensibile ritrattista
Morì di peste a Milano nel 1630.
Da Jona: Uno delle figure principali del Seicento Lombardo, Daniele Crespi è ora considerato il punto di cesura all’interno del Manierismo Lombardo verso uno stile barocco primitivo, che si distingueva per la chiarezza delle forme e dei contenuti. Uno stile influenzato dai Carracci nella loro ricerca di rinnovamento artistico basato sul naturalismo, nel quale si sottolineava l’umanità dei soggetti e la luminosità delle scena. Il suo apprendistato non è molto documentato. Uno dei suoi primi maestri fu Giuseppe Vermiglio; poi studiò col Cerano e con Giulio Cesare Procaccini. Nella sua breve vita fu molto attivo come pittore di soggetti religiosi ma fu anche molto rinomato come sensibile ritrattista. Fu un disegnatore brillante e ricercato dai collezionisti.

Ritratto di San Carlo Borromeo

Ritratto di San Carlo Borromeo - Daniele Crespi

Disegno di Daniele Crespi (Busto Arsizio 1598/1600 – Milano 1630) “Ritratto di San Carlo Borromeo”. Dimensioni 193 x 119 mm. Tecnica Gesso nero su carta grigia. Pubblicazioni sul Catalogo della mostra Disegni Lombardi presso la Galleria Rossella Gilli Disegni Antichi, via Gesù, 17 Milano, al n° 50 riprodotto, con introduzione di Giovanni Testori; il disegno … Ritratto di San Carlo Borromeo