Autore: Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino

Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino (Arpino 1568 – Roma 1640) Figlio di pittore dalla cittadina d’Arpino, a metà strada tra Roma e Napoli, lavorò in prevalenza a Roma. Un dotato e raffinato artista arrivò a Roma nel 1582 a 14 anni e iniziò presto a lavorare come garzone alle Logge Vaticane sotto la direzione di Nicolò Cercignani detto il Pomarancio. Nella sua lunga carriera, per circa sei decadi, ricevette importanti committenze da 3 differenti Papi, raggiunse così una posizione di considerevole importanza nel mondo dell’arte romano. Ancora abbastanza giovane decorò le stanze in Vaticano e il Palazzo del Quirinale per Gregorio XIII. Tra gli altri importanti lavori giovanili (1587-95) vi furono gli affreschi della Cappella Olgiati in Santa Prassede e della Cappella Contarelli in San Luigi dei francesi finita nel 1593. All’inizio degli anni ’90 lavorò anche a Napoli, dove affrescò il Coro e la Sacrestia della Certosa di San Martino con il fratello Bernardino. Con Clemente VII, eletto nel 1592, divenne il principale pittore del Papa, che lo i9nsignì del titolo di cavaliere dell’Ordine di Cristo. Lavorò per il Papa a San Giovanni in Laterano tra il 1599 e il 1600, disegnò quasi 70 cartoni per i mosaici a San Pietro tra il 1603 e il 1612. Lavorò moltissimo per il nipote del papa, Cardinale Pietro Aldobrandini, culminati con l’affresco a Palazzo dei Conservatori con scene dalla storia antica romana, un lavoro che l’impegnò saltuariamente fino alla morte. Nel ‘600 era uno dei pittori leaders, essendo per 3 volte Principe dell’Accademia di San Luca a Roma. Per Paolo V supervisionò gli affreschi della Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore, tra il 1610 e il 1612. Oltre agli affreschi dipinse quadri di più ridotte dimensioni per committenti privati, di norma scene mitologiche e spesso su supporti come il rame, l’ardesia e il vetro. Tra i suoi allievi vi fu il giovane Caravaggio agli inizi degli anni ’90.
Oggi è più famoso per i disegni che per i dipinti. Disegnava preferibilmente a gesso nero e rosso, come combinazione dei due, i suoi studi sono caratterizzati da una delicata ma ferma linea ed effetti di luce e ombra, ottenuti per mezzo di parallele e ombreggiature a colpi di gesso.

Divinità fluviale con sfinge e cornucopia

Divinità fluviale con sfinge e cornucopia - Giuseppe Cesari

Disegno di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino (Arpino 1568 – Roma 1640) “Divinità fluviale (Nilo?) con sfinge e cornucopia”. Dimensioni 390 x 255 mm. Tecnica Gessetto nero su carta nocciola. Acquistato nel dicembre 2001 da Gianni Minozzi, antiquario in Milano via Santa Marta. Il Cavalier d’Arpino era figlio di un povero pittore di ex-voto … Divinità fluviale con sfinge e cornucopia